Roberto Ciacci

Ci sono due versioni ufficiali della mia bio.

La prima è istituzionale e la puoi leggere più sotto. I dettagli li puoi trovare anche sul mio profilo LinkedInsu Google

La seconda è una versione romanzata e me la tengo buona come ossatura per l’ autobiografia che (forse) pubblicherò per i nipotini.

Versione romanzata

Roberto Ciacci nasce fra le colline marchigiane e l’Adriatico nello stesso giorno (si dice) in cui fu spedito il primo messaggio di posta elettronica.
Dopo 18 anni e qualche mese di beata provincia e spensierata, si trasferisce a Bologna per frequentare l’Università come, del resto, molti dei suoi compagni di liceo.

A Bologna si dedica agli studi in Ingegneria delle Telecomunicazioni e qui vive una stagione feconda di incontri/scambio di esperienze con studenti coetanei di mezza Italia.
Siccome il papy e la mutter non sono ricchi latifondisti né spregiudicati finanzieri ma onesti e tartassati contribuenti, arriva al venerdì (giorno di controesodo per ogni pendolare) grazie a vari McJob.

Nel maggio 1995 si affaccia per la prima volta sul World Wide Web e ne rimane folgorato tanto da non poterne fare più a meno. Motivo ufficiale: il reperimento di informazioni e contenuti per il suo hobby di DJ e conduttore radiofonico (“Radio Free Europe” in onda su Radio Fano e “TILT” –  storico contenitore pomeridiano della indimenticata Radio Punto Stereo di Pesaro).
Poco dopo trasferisce la sua residenza definitivamente a Bologna e diventa uno dei primi fieri iscritti a Iperbole, prima rete civica italiana, e finalmente può collegarsi a Internet anche da casa con il suo modem a 33 kbps.

A luglio 1998 si ritrova a gestire il Domain Name System di una discreta porzione della (allora) Internet Italiana, è fra i primi membri del chapter italiano di ISOC dove collabora al gruppo sulla Internet Governance assieme a Stefano Trumpy e Vittorio Bertola.

A fine 1999 è in prima linea per la prima liberalizzazione dei nomi a dominio in Italia. Diventa in poco tempo responsabile del supporto clienti dello storico Internet Service Provider NETTuno, membro della Naming Authority Italiana, e referente NETTuno per i rapporti con Internic/Network Solutions e il RIPE.

bolla NETTuno

Nel 2001, complice lo scoppio della bolla della New Economy e vari avvicendamenti societari, NETTuno (diventata nel frattempo Nextra) è acquisita da Tiscali Business. Cessate le attività dello storico ISP, il nostro è chiamato a sviluppare il nascente mercato dei servizi di comunicazione multimediale su rete IP. Continua pertanto a studiare di rete, standard e protocolli.
Nel frattempo il suo boss e mentore, dati i buoni risultati raggiunti, gli finanzia un percorso di specializzazione presso Profingest Business School (poi confluita in Bologna Business School di UNIBO)  e qui studia i fondamenti del marketing e del project management. Nel 2001 diventa rappresentante del CINECA presso il W3C Consortium e, nel corso di un evento a Nizza, conosce Tim Berners-Lee.
Nel 2002 si certifica Akamai Certified Engineer a Monaco di Baviera presso Akamai Inc., già leader del nascente mercato delle CDN.

Nel 2003 porta il Consorzio CINECA, il maggior centro di supercalcolo italiano e centro servizi per il mondo accademico e della ricerca, fra i soggetti sperimentatori della tv digitale interattiva in Italia. Qui si apre un “nuovo ciclo” che dura oltre 4 anni e che lo porta ad approfondire temi, tecnologie e mercato della tv digitale nelle sue varie declinazioni.

A maggio 2004 partecipa all’accensione di uno dei primi MUX DTT italiani. A settembre dello stesso anno converte questo spazio personale in blog focalizzandolo sul futuro della tv e i new media, dando fedele copertura del percorso italiano verso lo switch-off del segnale televisivo da analogico a digitale.
Proliferano idee e progetti.
Fra quelli che ama ricordare: i progetti di x-government per la Regione Veneto (“Ve2Ci”, “Citizen iTV“, “Nessuno Escluso“, rispettivamente del 2006, 2007, 2008) e Sorriso Channel (2006-2009), la Net tv per le sale d’attesa dei medici dentisti italiani, per la quale ha ideato un innovativo modello di distribuzione su rete IP e coniato il termine “popcasting“, che presenterà nel 2007 a Lucca al Forum sulla TV digitale.

Fra il 2007 e il 2008, affascinato dalle possibilità aperte dal web 2.0 e dai social networks, avvia una sua attività libero professionale.

BolognaIN

A maggio 2008 fonda BolognaIN – Bologna Business Club, una business community per professionisti, manager e imprenditori dell’area metropolitana di Bologna. BolognaIN si afferma rapidamente come un grande generatore di relazioni e opportunità e arriva a contare oltre 4500 adesioni.
La community è tuttora attiva su Linkedin.

Dal 2009 cura la comunicazione online della Notte dei Ricercatori, uno degli eventi che più si distingue in Regione Emilia-Romagna per l’utilizzo dei social media. Sempre nel 2009 aiuta il Comune di Casalecchio a portare online il primo gruppo d’acquisto solidale della città e ad avviare il progetto “Cambieresti?”, un blog per la diffusione di nuovi stili di vita e di crescita sostenibile, utilizzando rigorosamente solo software open source. Per il Comune di Casalecchio, qualche anno più tardi, curerà anche il lancio del profilo twitter istituzionale “CasalecchioNews“.

Nel 2010, con il progetto BolognaIN, è fra i 3 finalisti e unico candidato italiano a “Business Leader of The Year” nella prima edizione dei Linkedin European Business Awards, superando una difficile selezione fra oltre 500 candidature a livello europeo. Fra il 2010 e  il 2011, sotto il “brand” BolognaIn, realizzerà una serie di eventi molto riusciti in termini di partecipazione, innovazione nei format (tanto da essere contattato dalla casa di produzione Magnolia per la Speed Networking Dinner) e per i temi trattati: dal social media marketing al personal branding, dal marketing 2.0 alle nuove modalità di selezione e reclutamento online, dal mondo delle startup al digital publishing … 
Questa attività gli porterà una certa visibilità sui media bolognesi (quotidiani, tv, radio – vedi Rassegna Stampa). Addirittura il Corriere di Bologna lo inserirà fra le persone da tenere d’occhio (fate attenzione, sono pericoloso!).

Da Gennaio 2011 a giugno 2011 cura una rubrica settimanale dedicata a startup e innovazione sul quotidiano L’Informazione di Bologna, di cui puoi leggere alcuni articoli qui.

Da Aprile 2011 a Dicembre 2012 è consulente di digital marketing per Automobili Lamborghini S.p.A. (Gruppo Audi-Volkswagen) con il compito di rilanciare la presenza online – su scala globale- del brand della casa del Toro. A Settembre 2011 lancia il nuovo sito corporate Lamborghini che, per la prima volta, adotta un CMS, presenta un layout responsive ed è ospitato sul cloud di Amazon AWS. Per i tempi e per l’automotive è qualcosa di mai visto tutto assieme. Gennaio 2013, sull’onda dei risultati conseguiti con il rilancio del sito corporate (che raddoppia traffico e utenti unici) e al successo del brand sui social media, è assunto come “Digital Marketing Manager“.
L’obiettivo è creare l’identità digitale del brand, inesistente prima del suo arrivo in azienda. Recuperata una presenza ufficiale su tutti i punti di contatto digitali, costruisce poco a poco un legame di fiducia e di lealtà fra il brand e il suo pubblico, raccontando le storie che meritano di essere raccontate (brand journalism), valorizzando in chiave digitale contenuti di grandissimo impatto emozionale che mai erano usciti dall’azienda. Autenticità, rispetto e rilevanza: su questi tre assi costruisce il posizionamento del brand sui social. E l’approccio paga: Lamborghini va a collocarsi in pochi anni fra i primi 5 brand del mercato automotive per “digital footprint”. Il sito web corporate, rilanciato nel 2011 e poi ridisegnato nel 2016, continua a crescere fino a triplicare visite e visitatori unici; la global page Facebook – fra i primi brand ad utilizzarla in Italia – tocca 14 milioni di “likers” (ai nipotini racconterà orgoglioso di essere il “liker” nr. 1) e tassi di reach ed engagement decisamente sopra la media della industry (lo documenterà anche l’autorevole Socialbakers, riconoscendo a Lamborghini lo Smart Storyteller Award 2015).

Il gap iniziale con i competitors del segmento lusso automotive va rapidamente a ridursi.
Racconta il caso di studio Lamborghini ad Engage 2015 a Praga, di cui, fra gli altri, il prestigioso blog eConsultancy riporterà fedele testimonianza.
Nel 2012 coordina il lancio del primo vero ecommerce della Casa del Toro, che nei tre anni seguenti triplicherà il fatturato. Nel 2013 lancia il primo sito motorsport, e anche le dirette in live streaming sul web e su YouTube: ora tutti i fan possono godere in tempo reale delle gare del campionato monomarca e assistere da remoto alla presentazione delle nuove supercar dai saloni di Ginevra, Francoforte, Parigi. Fra il 2012 e il 2015 cura l’application per il nuovo gTLD .lamborghini. Nel 2014, a completare la lineup dei canali, lancia Lamborghini Bollettino, la prima newsletter ufficiale del brand.
Fra i progetti di cui va particolarmente fiero c’è la campagna di lancio della Lamborghini Huracàn.  Per la prima volta una supercar è mostrata in anteprima al pubblico online e lo fa in maniera inconsueta e originale: una web series in 4 episodi, un minisito dedicato con contenuti innovativi, logiche di reward e gamification. Senza advertising, capitalizzando la visibilità che si può organicamente generare con un mix di owned e earned media (ben frequentati). Di questo caso di studio parlerà in vari eventi di settore, fra cui l’Automotive Digital Marketing Forum a Londra. Il minisito Huracàn è selezionato per gli Awwards 2014.

Nel frattempo costruisce il team Digital. Ha la fortuna di poter selezionare da zero un gruppo di talenti che lo possano aiutare ad alimentare lo sviluppo digitale del brand e l’evangelizzazione digitale all’interno dell’azienda. Il digital marketing si espande nei mercati locali (Stati Uniti, Cina, Giappone, Russia, India). La “glocalizzazione” impone lo studio e un’accurata conoscenza dei social media nel mondo, nonché un’attenta rivisitazione dell’infrastruttura di distribuzione dei siti web dell’azienda, che ora è scalabile e performante. Servono anche policy e linee guida, attenzione alla digital brand protection e, come dirà in un’intervista a Ninja Marketing, ai rischi da social media crisis

Da Gennaio 2015 al perimetro digital marketing (web, social media, ecommerce, live streaming, content marketing, advertising, email marketing, brand protection, DNS e gestione dell’infrastruttura IT online) si aggiungono le attività sulla digital transformation.
A fine Gennaio è nominato project leader del gruppo di lavoro aziendale sull’auto connessa, ha la possibilità di lavorare con le migliori società di consulenza e i migliori talenti del gruppo Volkswagen, i colleghi di Bentley, Porsche e Audi. Il resto è top secret 😉

Sempre da Gennaio 2015 inizia una collaborazione come docente con la Bologna Business School, in cui diventa titolare dell’insegnamento di digital strategy all’interno del Master (solo in lingua Inglese) in Marketing, Communication e New Media. 

A Maggio 2016 corona il sogno del viaggio in Silicon Valley, e può visitare gli headquarter di Apple e Google. 

A Novembre 2016, complici una serie di cambiamenti dentro e fuori l’azienda e il desiderio di sviluppare ulteriormente la propria professionalità, decide che il ciclo in Automobili Lamborghini è da considerarsi chiuso e accetta una nuova sfida. Dal 24 Novembre è Direttore Marketing e Comunicazione del Gruppo Eden (Eden Viaggi, Turisanda, Hotelplan Italia). 

[to be continued …]

Versione istituzionale

Roberto Ciacci ha 44 anni, è sposato e ha due splendidi figli.
E’ sul Web dal 1995 e sul web ha costruito un suo originalissimo percorso di innovatore e manager, in bilico fra marketing e IT. Ha lavorato per il più grande centro di super calcolo italiano (CINECA). Da consulente, ha curato progetti di comunicazione in Rete per uno dei più grandi gruppi alimentari italiani (Granarolo), per una nota casa farmaceutica bolognese (Alfa Wassermann), per una importante Regione italiana (Regione Veneto), per PA ed enti locali (Comune di Casalecchio di Reno), per associazioni (ASTER, AVIS), per artisti, liberi professionisti e piccole imprese.
Nel 2008 ha fondato una delle maggiori business community locali italiane (BolognaIN). Nel 2010 è stato fra i 3 finalisti dei Linkedin European Business Awards. Si è divertito a scrivere di innovazione e startup su un quotidiano bolognese; ha organizzato eventi, fatto cose, visto gente. Tanta gente. Ha all’attivo vari interventi come docente, speaker e chairman fra enti di formazione, associazioni di categoria, Rotary, Master e Business School, ma stranamente, a differenza di alcuni suoi colleghi, non ha ancora scritto un libro.
Dal 2013 al 2016 è Digital Marketing Manager in Automobili Lamborghini S.p.A. (gruppo Audi-VW), prestigioso brand luxury automotive con una presenza globale. Dal Novembre 2016 è Direttore Marketing e Comunicazione del Gruppo Eden (Eden Viaggi, Turisanda, Hotelplan Italia)
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