Blog

Umarells 3.0 e BO210 TV

Posted by on 18:00 in Video | 0 comments

Pausa di digressione oggi, ospite di Danilo Masotti nel suo “Umarells 3.0” a BO 210 TV.
La puntata è disponibile su YouTube o in podcast.
Devo tornarci … se non altro per farmi autografare la mia copia di Umarells e de Il codice Bologna! :-)

Futuro nr.7

Posted by on 11:49 in Foto | 0 comments

Futuro nr.7

Una sintesi dell’intervista per il numero 7 di FUTURO, la rivista di idee e proposte dei giovani imprenditori di Unindustria Bologna.
Scarica il pdf (e vai a pag.28-29).

CV vs. Personal Branding

Posted by on 13:37 in Note | 0 comments

CV vs. Personal Branding

Devo dire che ormai ci sono abituato :)
Dopo oltre una ventina di eventi organizzati o co-promossi dall’autunno 2008 con la business community BolognaIN, ho capito che gli ingredienti fondamentali per la buona riuscita di un evento sono 4: un buon team, un tema “caldo” – magari con un titolo provocatorio, un format “leggero” e informale, ospiti brillanti.
A CV vs Personal Branding @JobMeeting Bologna non è mancato nulla (parlo di questo evento).

E infatti, nonostante i pochi giorni di preparazione, è stato un evento riuscito. Oltre le aspettative.

Vedere tanti giovani laureati o laureandi girare per gli stand, curricula alla mano – lo confesso – mi ha fatto tenerezza.
Se hai una minima conoscenza del “mercato del lavoro”, sai che le modalità di reclutamento sono cambiate.
Quelle due facciate A4 scritte riciclando un modello di Word o utilizzando lo stesso template Europass sono troppo limitate per descrivere chi sei e per valorizzarti al meglio.

E questo lo sai bene tu, che hai preparato il CV, e lo sa bene il tuo selezionatore, che è una persona impegnata, divisa fra varie attività, per definizione ha SEMPRE poco tempo e una montagna di curricula da vagliare.

Quello che mi sorprende ogni volta è l’incapacità, da parte dei candidati, di prevedere le logiche di selezione.
E’ OVVIO che il CV da solo non può bastare. Se il il template Europass ha avuto il merito di omologare le informazioni da inserire in un CV, dall’altro ha reso tutti i curricula terribilmente identici.
In queste condizioni, fare emergere i punti di forza del proprio profilo è più difficile.
Qualcuno sopperisce allegando una lettera di presentazione: è intelligentemente il 50% di spazio in più, ma con lo stesso font Times New Roman 12.

E’ un altro il punto di vista interessante: quello della persona che ti sta selezionando!
La prima cosa che fa il recruiter, dopo aver letto i tuoi dati anagrafici, è cercare informazioni su di te in Rete.
Google in questo può essere un giudice inclemente, oppure un valido alleato del tuo CV. Dipende da quanta attenzione e consapevolezza hai riposto nella tua presenza in Rete.

Ecco allora che ho pensato di parlare di personal branding. Il personal branding – cito la Wikipedia – “è l’arte di vendere se stessi con modalità simili a quanto avviene con altri prodotti commerciali“. In altre parole, come ho scritto anche nella mia presentazione: per promuoverci dobbiamo imparare dai brand.

All’incontro di Bologna ho provato a dispensare qualche consiglio e a riassumere in 4 tip come usare la Rete per la carriera, che poi erano anche gli spunti per la piacevolissima conversazione successiva, in compagnia di Giovanni Scrofani (a.k.a. Jovanz74), Simone Tornabene (in arte mushin), Matteo Bianconi di Pragmatiko blog, Rudy Bandiera (geniale Mr. LovaLova :) e Sabrina Mossenta di Viadeo Italia.

Nella mia pur limitata esperienza di selezionatore di profili IT, un dettaglio che ha sempre catturato la mia attenzione è l‘account email.
Il tuo provider email racconta di te molto di più di quanto non pensi.
Un candidato che si presenta con un account @libero.it attira la mia attenzione negativamente, mentre è più che adeguato se utilizza Gmail, o addirittura brillante se ha investito 15 EUR di una pizza per un @nomecognome.qualcosa
E’ un dress code, a suo modo. Che si potrebbe riassumere in: come non si va generalmente ad un colloquio in scarpe da tennis e jeans, così non ci si presenta con una mail troppo “casual” :-)
Mi piacerebbe sapere se sono l’unico a pensarla così o se anche chi mi legge ripone attenzione a questo ed altri dettagli.

Infine i Tip:

  1. #1 – Dedica cura, tempo ed attenzione a presentare chi sei e quello che hai fatto o che sai fare.
    Puoi farlo in vari modi, il più scontato è un sito personale. Può essere anche un blog, un video interattivo, una presentazione su Slideshare. Il format dipende anche dal messaggio che vuoi che arrivi al tuo interlocutore: professionalità, creatività, etc.
  2. #2 – Cura il tuo profilo e le tue relazioni sui social network professionali
    E che te lo dico a fare? :D
  3. #3 – Controlla le tracce che lasci in Rete
    Ricorda: “Everything is forwardable“! Qui la dualità nickname e real name è quanto mai utile. E si intreccia con il tema della privacy. Sperperare i tuoi dati personali ed esibire la tua egosfera su tutti i social networks forse non è una buona idea. Se sei molto giovane, il nickname per te è come una “palestra” in cui si può giocare senza farsi troppo male.
    Se sei un professionista affermato può essere il tuo Mr.Hyde, con cui concedersi qualche libertà espressiva in più senza metterci la faccia. Google in entrambi casi non ti dimenticherà :)
  4. #4 – Monitora la tua reputazione
    Se lo fanno i brand, perché non dovrebbero farlo le persone?
    Un Google Alert con il tuo nome + cognome può già essere sufficiente ;-)

JobMeeting Bologna

Posted by on 22:50 in Note | 0 comments

Si intitola “Personal branding vs. curriculum vitae: le relazioni pericolose tra name e nickname” il talk che ho organizzato, assieme al buon Matteo Bianconi di Pragmatika, come evento del mese BolognaIN in occasione della tappa bolognese di JobMeeting.

JobMeeting apre i battenti domani 20 ottobre presso il Padiglione Polivalente del Palazzo dei Congressi di Bologna (Piazza della Costituzione 4). BolognaIN, media partner della manifestazione, avrà a disposizione l’Arena Job Teller (mappa stand) e curerà una non conferenza di circa 1 ora, prevista intorno alle ore 15,00.

L’obiettivo è di analizzare le nuove modalità di presentazione/promozione della propria carriera e del proprio profilo professionale grazie alla Rete, toccando i temi del personal branding, della gestione della privacy sui social media, delle opportunità e dei problemi dell’essere e dell’apparire nell’era di Facebook e Google.

Ecco la line-up aggiornata degli ospiti, oltre al sottoscritto: Simone Tornabene, CMO di Viralbeat e Strategy & Social Media Advisor di NinjaMarketing; Rudy Bandiera, giornalista, professionista dell’ IT e consulente in ambito Web; Giovanni Scrofani, giurista d’impresa presso un primario Gruppo industriale e appassionato di nuove tecnologie; Sabrina Mossenta p.r. di Viadeo Italia.
Chairman: Matteo Bianconi, copywriter & Social Media Strategist di Pragmatika.

La conversazione è già cominciata sul numero di Spot&Web di questa settimana, che ti invito a leggere.

Intervista a Radio TP

Posted by on 10:00 in Audio | 0 comments

Ecco la registrazione dell’intervista che ho concesso a Francesco Cataldo Verrina per Radio TP. Si parla di marketing digitale, aziende e social media. E di cosa sennò? :-)

Fare Business a SMAU

Posted by on 15:11 in Note | 2 comments

Fare Business a SMAU

Si intitola “Fare business con i social networks. Alcuni casi di studio (e di marketing innovativo) per imparare ad usare LinkedIn, Facebook e Twitter” il mio intervento in qualità di “addetto ai lavori” e promotore del business social network BolognaIN, a SMAU Business Bologna. Ed è già sold out!

Appuntamento (in piedi) all’Arena Marketing Trends della Fiera di Bologna il 9 giugno alle 10,00.

screenshot dello speech

Non perdere l’opportunità di entrare a SMAU Business Bologna con BolognaIN.
Info per richiedere il pass gratuito online sul blog di BolognaIN.

TagBologna Camp

Posted by on 15:29 in Note | 0 comments

TagBologna Camp

Ci siamo quasi. Mancano pochi giorni al TagBolognaCamp (28 maggio, per chi viene in atomi e bit siamo all’Urban Center di Bologna, per tutti gli altri è su twitter #tagbocamp) e sono davvero entusiasta di poter dare il mio contributo come speech.

Questo BarCamp nasce come evento finale del laboratorio di marketing territoriale 2.0 riservato agli studenti di Scienze della Comunicazione di UNIBO, ma si sta delineando come una sorta di Stati Generali della Rete bolognese. Provate a fare uno scroll degli interventi e degli iscritti e riconoscerete personaggi e progetti noti, almeno localmente: da Danilo “Maso” Masotti al guru Gianluca Diegoli, dai tanti festival alle community, fra cui non poteva mancare BolognaIN.

Oggi il blog di TagBologna dedica a BolognaIN (e al sottoscritto) un post-intervista che vi consiglio di leggere. Così come vi consiglio di dare un’occhiata ai dati raccolti dagli studenti del corso: una fotografia molto interessante di Bologna in Rete al tempo dei social networks.

PMI e social media. Seconda parte

Posted by on 17:21 in Note | 0 comments

Qualche settimana fa avevo anticipato in questo spazio le mie risposte ad un articolo-intervista per “Io l’Impresa“, la rivista di CNA.

Ora, il numero di Aprile 2010 è finalmente in linea (scarica il pdf, da pag. 13) ed è possibile leggere, oltre al contributo del sottoscritto, anche cosa hanno risposto a quelle domande il Direttore Innovazione e Sviluppo Territoriale di Microsoft Italia e il Responsabile ricerca e sviluppo di CNA Emilia Romagna.

Per completezza, riporto qui anche la mia risposta all’ultima domanda.

Domanda #3

Quali sono le condizioni di sviluppo del Web 2. 0 rispetto
alle piccole imprese. Cosa cioè dovrebbero fare questo tipo di aziende e le loro associazioni di rappresentanza per favorirne l’ingresso in questo mondo?

Il problema è essenzialmente culturale. Per cogliere le opportunità del
Web 2.0 le aziende devono imparare a conversare con i propri clienti, evitando il tono impersonale dell’uffi cio stampa, evitando quella sensazione di unidirezionalità del messaggio a cui siamo abituati con i media tradizionali. Le aziende sono fatte di persone. E le persone si relazionano con altre persone, che sono anche i nostri clienti.
Date voce alle persone che lavorano nella vostra azienda e alle loro idee e
non passarete inosservati.

Le associazioni di categoria hanno una grande dovere morale in questo senso: da un lato dovrebbero “evangelizzare” le piccole imprese sulle opportunità dei social media, dall’altro dovrebbero a loro volta fare propri alcuni valori del Web 2.0 per promuovere un’evoluzione
della vita associativa.

Più social network, più condivisione, più collaborazione: il business ha bisogno di fare rete. Oggi più che mai (e se non lo fanno le Associazioni di categoria, altri soggetti probabilmente lo faranno al loro posto).

La coda lunga del marketing

Posted by on 15:48 in Citazioni | 0 comments

La coda lunga del marketing

Riprendo anche qui la notizia di una nuova edizione dell’opera culto di Chris Anderson grazie a Codice Edizioni di Torino.

In particolare, la nuova versione è aggiornata nei dati e arricchita di un nuovo capitolo di cui riporto qui di seguito l’estratto disponibile in Rete:

La Microsoft prima contava su possenti operazioni di marketing per gestire la propria reputazione. Oggi si affida ai suoi dipendenti. E i pr? Il classico ruolo di spedire comunicati stampa ai media tradizionali probabilmente continuerà a esistere finché esisteranno i media tradizionali. Ma per quanto riguarda la coda lunga dei media? Dove si trovano quelle nuove figure influenti, dai “micromedia” come Techcrunch e Gizmodo ai singoli blogger? E i siti di news proposte dagli utenti, come Digg e Reddit (quest’ultimo – sorpresa! – è di “Wired”)? Stanno là dove inizia il tipo più potente di marketing (il passaparola) ma la maggior parte di loro non vuole sentir parlare di esperti di marketing. Il blogging si fonda sull’autenticità e sulla singola voce, non su un’opinione pagata. Molti blogger sembrano essere culturalmente lontanissimi dai pr e dalla loro soprannaturale positività, e guai all’agente pubblicitario beccato a usare Digg senza rivelare di essere pagato per farlo.

Quindi ora immaginate di essere uno di quei pr. Cosa fare? Seguire la via tradizionale, e continuare a telefonare e a spedire i comunicati stampa ai media tradizionali (cercando di non notare che le loro fila si stanno assottigliando e che la loro influenza sta calando)? Cominciare a “spammare” anche i blogger, e incrociare le dita? O trattare i blogger più importanti come la stampa tradizionale, e coccolarli ignorando tutti gli altri?

Ho visto seguire tutt’e tre queste strade, a volte anche con qualche (modesto) successo. Nonostante la diversità culturale, a moltissimi blogger non dispiace affatto ricevere notizie da un pr, quantomeno sotto forma di e-mail personali o di commenti che rivelano che chi li ha scritti segue davvero il blog e sa bene di cosa tratta. E società come la Microsoft e la Sun oggi stanno modificando la propria strategia per dedicare maggiore attenzione ai blogger più influenti, invitandoli a briefing privati e facendogli visionare i nuovi prodotti in anteprima.

Ma fondamentalmente i social media sono un mezzo peer-to-peer; i blogger preferiscono sentire direttamente la persona che fa qualcosa di fantastico, non qualcuno pagato per rappresentare quella persona. Il problema è che di solito le persone che fanno cose fantastiche sono molto indaffarate. Per questo delegano ai pr: perché curino le relazioni esterne al posto loro.

Mi chiedo se la soluzione non stia nell’evoluzione delle pr da relazioni esterne a relazioni interne, ovvero dalle classiche comunicazioni ai media alla formazione dei dipendenti in modo che imparino loro per primi a fare pubbliche relazioni.

[...] E poi c?è il web. Scordatevi che sia un mercato di prodotti e pensatelo invece come un mercato di opinioni. E’ la morte del marketing. Permette ai prodotti di nicchia di ottenere un’attenzione globale. La maggior parte dei prodotti verrà venduta offline, com’è sempre stato. Ma negli anni a venire, sempre più prodotti verranno lanciati sul mercato online, sfruttando la capacità di internet di distinguere i vari gruppi di consumatori e di influenzare il passaparola con un’efficacia straordinaria. Non tutte le industrie si prestano a una varietà infinita di prodotti, ma tutte le industrie hanno una varietà infinita di consumatori. Finalmente possiamo trattarli come gli individui che sono.