Tutti in piedi sul divano!

Si, perché ormai siamo al gran finale della prima edizione dei Linkedin Business Awards e domani pomeriggio 24 marzo, h:17,00 italiane, ci sarà la cerimonia di premiazione dei 4 vincitori, in diretta su Internet.

Come ormai saprai, visto che ne ho parlato a più riprese in questo blog, sono uno dei 12 finalisti del premio e uno dei 3 candidati alla vittoria finale nella categoria “Business Leader of The Year“.

Appuntamento dunque a domani h:17,00 in WebConference. Registrati, verifica di aver installato il plugin WebEx sul tuo pc/mac e riserva il tuo posto.

Poi … incrociamo le dita e vinca il migliore! :)

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Personal Branding: live @Krisstal (Bologna)

Ribloggo anche qui …

La diretta dell’evento BolognaIN “Personal Branding: io come brand” è attesa a partire dalle ore 19,00 di oggi.

Intervengono:

Abbiamo definito accuratamente la nostra presenza e la nostra immagine online?
In che modo promuoviamo noi stessi e la nostra attività?
Come possiamo sfruttare al meglio i social media per il personal branding?
E ancora: quali errori evitare?

Fai da subito la tua domanda! Puoi interagire con gli ospiti e il pubblico in sala, utilizzando Twitter o Friendfeed.
Aggiungi ai tuoi tweet l’hashtag #PBboin.


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Social spammers: evoluzione della specie

In principio era l’engagement.

Nell’era dell’economia dell’attenzione, non c’è iniziativa, evento o campagna di buzz marketing che non cerchi con un pò di bavetta sul labbro e l’occhietto assatanato il coinvolgimento degli utenti dei social networks.

Anche perché se non ingaggi, non ti fuma nessuno e la conversazione non si innesca (io, fra l’altro, da tempo aspetto la feature “chissenefrega” da affiancare ai “like” … ma questo è un altro discorso …)
L’obiettivo è generare leads e che i leads si traducano almeno in parte in transazioni.


[credits: VizEdu.com]

Per prima cosa, devi trovare un cliente da sedurre socialmente.
Per esercizio: cerca “social media funnel” su Google. Io ho pescato questa presentazione come primo risultato. Ebbene non è una presentazione: è un archetipo! (volevo passarci sopra Wordle, ma non ne ho avuto voglia … secondo me è possibile generare queste presentazioni ricorrendo ad un trendy selling point authomatic ppt generator … non me ne voglia l’autrice …).

Poi con il tuo budget risicato e la tentazione social in tasca, appronti il piano di social media marketing. Il tuo obiettivo è arrivare a dimostrare, con un mix acrobatico di buzz analyzers 2.0, che la campagna di marketing che hai proposto è stata di grande successo, in un tripudio di ROI, brand awareness, sentiment, brand equity, identity 2.0 & digital p.r. & bla bla bla

Il problema è che questa non è solo l’economia dell’attenzione, ma anche quella della filiera luuunga e inefficiente: le imprese delegano alle agenzie quello che dovrebbero imparare a gestire da sè, le agenzie delineano strategie sofisticate e poi subappaltano a realtà più piccole o a singoli consulenti esterni.
Le realtà più piccole pigliano due soldi e sono costrette a lavorare un tanto al chilo sfruttando* stagisti, giovani di belle speranze, precari 2.0.
I singoli consulenti invece sono per definizione super esperti di qualsiasi cosa sia trendy e immediatamente vendibile (per intenderci: se oggi tira il social media marketing, siamo tutti social media strategist, anche se fino a ieri ci guadagnavamo la pagnotta a vendere caselle di posta elettronica …).

Questo mix diabolico di condizioni al contorno genera come sottoprodotto della filiera dei nuovi mostri:

  • serial taggers ovvero quelli che ti taggano nelle note su Facebook o negli aggiornamenti di stato (così ti costringono a dedicare loro attenzione e approfittano della micro-audience abituale della tua bacheca)
  • serial social ovvero quelli che postano lo stesso identico messaggio su decine di community differenti (nessuna personalizzazione, massimo rumore, pessimo rapporto segnale/rumore)
  • fake fan, ovvero quelli che aprono account o profili fasulli per parlare di un prodotto o di un marchio “sporcando” la conversazione;
  • fake users, ovvero quelli che intervengono nei forum e nei commenti appositamente pagati per parlare bene di un prodotto o di un brand
  • hard buzz generators, ovvero quelli che al motto di “facciamo più rumore possibile!” travasano nell’imbuto social ogni sorta di feed … E’ il modello di approccio a forza bruta (brute force attack) e spesso non fa rima con creatività.
    Fra questi esiste un’ulteriore sotto-categoria, quella dei broadcast buzz generators: sono quelli che fanno broadcast dello stesso stream di contenuti su tutte le reti. Da Facebook a Twitter, poi da Twitter a Friendfeed e a Google Buzz, e ancora da Friendfeed di nuovo indietro verso Twitter  e Facebook … (ma si può complicare a piacere aggiungendo LinkedIn, Plaxo e ogni sorta di socialcoso dotato di API e status update).
    Il tutto senza personalizzazione per audience o per limiti di format (i 140 caratteri di Twitter non contengono che un terzo del contenuto del pubblisher di Facebook o di Friendfeed, etc. etc.)

Broadcast buzzer mi sento un pò anche io, ben inteso, ma non mi piace per niente ed è un surrogato di quello che mi dico sempre di voler fare: messaggi e format differenti per audience differenti … ma non ho tempo (è lo stesso alibi che vi date anche voi?).

* Il recente post di gluca, frutto di una riflessione su una conversazione in ff, esemplifica bene uno dei passaggi di questa filiera.

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LinkedIn Business Awards 2010: è finale!

Si è chiusa alla mezzanotte (GMT) di ieri la fase 2 dei LinkedIn Business Awards 2010 e, come prevedibile, è stato un finale piuttosto movimentato.

Se i giochi erano praticamente fatti per le altre tre categorie in concorso (“Rising Star“, “Business Innovation” e “Start Up“), il risultato delle qualificazioni alla finale nella categoria “Business Leader of The Year” non era per nulla scontato.

Nelle ultimissime ore di ieri è successo un pò di tutto, con Fadhila Brahimi, blogger francese e guru del personal branding (Fadhila, if have a slot in your agenda on March 22nd,  please consider as invited as special guest at our incoming BolognaIN event on personal branding!), che è riuscita a conservare la prima posizione e con i due candidati inglesi (David Murray-Hundley e Richard Khan Jr) che hanno alimentato una rincorsa mozzafiato alle prime posizioni, con reciproci sorpassi. Sembrava la telecronaca di una tappa al Giro d’Italia :)
Il risultato finale della fase 2 vede stamattina i tre primi qualificati consensati in uno spazio di appena 37 voti.
Insomma, davvero la categoria più combattuta. Il sottoscritto, dopo aver conservato la prima posizione parziale per lunghe settimane, ha chiuso in terza posizione qualificandosi per la finalissima del 24 marzo.

Se penso che mi sono candidato quasi per scherzo a competizione ampiamente iniziata, se penso alle tante candidature eccellenti che si possono scorrere fra le unsuccessful nomination e che mi trovo fra i migliori 12, c’è da darsi un pizzicotto perché ancora non ci credo :)

Il sito del premio recita “In the six months we have been running the awards we’ve had over 500 entries, 14,495 supporters and 11,969 votes from all over Europe. And now we have just 12 finalists left“.
Insomma: più di 500 nomination, poco meno di 15000 supporters (= coloro che hanno espresso il loro sostegno durante la fase 1, con endorsement sui candidati) e i circa 12000 voti raccolti dal 1 febbraio a ieri sera.

Negli ultimi giorni anche i media si sono appassionati alla mia candidatura –  ho raccolto la rassegna stampa in un post di qualche giorno fa – e visto che anche il fornaio vicino a casa ne è a conoscenza, credo di aver bruciato definitivamente il mio bonus di 15 minuti di celebrità :D

Devo doverosamente ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto: i 145 supporters che mi hanno sostenuto nella prima fase (e solo i loro endorsement valgono tutto questo tormentone … ), le 429 persone che mi hanno votato nella seconda fase, Gabriele Mignardi de Il Resto del Carlino (“Mister Web” non me l’aveva ancora detto nessuno … :) e gli altri giornalisti della stampa locale che hanno rilanciato la mia nomination. Infine, last but not least, i miei “social networks”: dagli amici di Fano ai colleghi di BolognaIN è stato un grande gioco di squadra. G R A Z I E !!

Adesso l’appuntamento è per la finalissima del 24 marzo, h:17,00 (ora italiana).
Registrati e non perdere la diretta della cerimonia di premiazione finale: si conosceranno finalmente i nomi dei 4 vincitori finali (uno per ogni categoria, decidono solo i 3 giudici del premio).

Chi volesse essere informato sugli aggiornamenti e le novità legate a quest’ultima fase dei Business Awards, può  seguire la fan page ufficiale della mia candidatura.

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Personal branding: io come brand

Abbiamo definito accuratamente la nostra presenza e la nostra immagine online?
In che modo promuoviamo noi stessi e la nostra attività?
Come possiamo sfruttare al meglio i social media per il personal branding?

A queste ed altre domande cercheremo di rispondere nel corso del primo grande evento 2010 di BolognaIN.
Dopo il co-lunch (ep.1 S02) di gennaio, gli eventi della business community bolognese riprendono con un minitalk dedicato al personal branding online.

Evento: “Personal Branding: io come brand
Quando: lunedì 22 marzo 2010, a partire dalle ore 19,00
Dove: Krisstal, Piazza Liber Paradisus, 1 – Bologna

Gli ospiti:

  • Luigi Centenaro, autore dell’e-book gratuito “Personal branding con i social media”, divenuto nella terza edizione un nuovo libro per i tipi di Hoepli in uscita in questi giorni.
  • Tommaso Sorchiotti, si autodefinisce “profeta del microblogging” in Italia, co-autore del libro “Personal branding online” assieme a Centenaro.
  • Sabrina Mossenta, partnerships manager Viadeo Italia

Io sarò ovviamente presente, in veste di organizzatore :)

Qui il link per registrarsi. Su Twitter l’hashtag è #PBboin

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La lectio di Lessig: Internet is Freedom

Per chi non c’era o non è potuto essere ieri a Roma, ecco la registrazione dell’intervento di Lawrence Lessig.

Evento promosso nell’ambito del progetto Capitale Digitale: Idee per il futuro.
Qui un bel report di Luca Annunziata su PI, e qui il buzz su Twitter, davvero impressionante per volume e partecipazione.

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    Best Italian Business Leader of the Year 2010 e fra i 12 finalisti alla prima edizione dei Linkedin European Business Awards. Grazie per il tuo supporto!

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