Ieri mattina sono stato a Milano per la presentazione dei risultati relativi al 2004 dell’Osservatorio e-Learning di ANEE/Assinform. La presentazione di quest’anno ha ben impressionato: il mercato è stato segmentato in Scuola, Università, Pubblica Amministrazione e Imprese e per ognuno dei segmenti l’analisi è stata condotta da un differente gruppo di ricerca con competenze specifiche in materia. Per il comparto “edu” ci ha pensato il METID, per la P.A. il CNIPA, per il mondo delle imprese 1to1Lab. Il segmento P.A. a sua volta è stato segmentato più o meno esplicitamente in P.A.C. (Pubbliche Amministrazioni Centrali), P.A.L. (Pubbliche Amministrazioni Locali) e Sanità. Per quest’ultima promettente nicchia di mercato, la ricerca è stata condotta dal CERISMAS dell’Università Cattolica di Milano, che purtroppo non figurava fra i relatori del convegno.
A seguire una noiosissima tavola rotonda con varie testimonianze da parte di alcuni operatori commerciali, fra cui Sfera (braccio formativo del gruppo ENEL)e TILS(ennesima filiazione del gruppo TELECOMITALIA), solite chiacchiere, molta autopromozione e autoreferenzialità e pochi elementi di interesse.

Ma veniamo ai dettagli. Il mercato e-Learning in termini assoluti è in crescita, ma la sua derivata ha avuto un punto di flesso. Dal +136% del 2003 si stima un +70% nel 2004. La domanda è trainata principalmente dalle aziende, con una fetta di oltre l’87% del totale prevista a fine anno. Quali aziende? Se segmentiamo il comparto “corporate” in grandi, medie e piccole aziende, si vede che a trainare la crescita sono state sostanzialmente le grandi aziende con oltre il 60% di quel 87% di cui si parlava prima. In valore assoluto il fatturato e-Learning è stato di 256 M€, di questi 162 M€ si devono appunto alla corporate enterprise. Modesto il fatturato delle Università, nonostante per mia esperienza professionale io abbia assistito ad un grande interesse e un certo ribollire di iniziative negli ultimi mesi.

Per quanto riguarda gli attori del mercato (offerta), sono in crescita i Global Learning Service Provider (come per esempio si autodefinisce Sfera), ovvero i fornitori globali di soluzioni e-learning, quelli in grado di coprire tutta la catena del valore. In misura minore il trend positivo vale anche per i content providers.
Sta di fatto che il mercato rimane in mano, per un buon 60%, agli enti di formazione e ai service providers. La spesa per disciplina formativa rivela che a farla da padrona sono ancora l’informatica e le TLC (con un aggregato di quasi il 22%), i corsi tecnico-operativi (15,20%), marketing/management (insieme oltre il 22%) e le lingue (10% circa).

Per una disamina completa dei dati rimando all’abstract (.zip) scaricabile dal sito ANEE, e alla ormai imminente pubblicazione per i tipi della Mondadori del rapporto completo (si può già prenotare su bol.com).