Punto Informatico ha rilanciato ieri una press release della catena di distribuzione Dixons, una sorta di Mediaworld britannica se mi è concesso il paragone. Dixons conta di eliminare i VCR dai propri scaffali entro Natale. Le vendite di DVD player e dei recenti DVD Recorder battono il vecchio VHS 40 a 1, le videocassette non le vuole più nessuno: i mercanti si adeguano.
Una sorte simile era già toccata al rullino da 35 mm, dopo l’annuncio di inizio d’anno della Kodak e la diffusione vertiginosa delle fotocamere digitali. La TV e il cinema si apprestano anche loro, pur con tempi e modalità diverse, alla totale conversione al digitale.
E’ palpabile lo switch off in ogni settore che implichi la produzione di contenuti.
In questa fase di transizione dall’analogico al digitale il mio pensiero va ai supporti di memorizzazione, alla loro conservazione e alle relative possibilità di fruizione.
Che ne faremo di tutte le VHS, di tutte le musicassette, di tutti i negativi che popolano le mensole del salotto o le scatole della nostra cantina? Li convertiremo in digitale?
Supposto di averne le competenze (non certo alla portata del consumatore medio), possiamo permetterci il lusso di farlo? Quante domeniche dovremmo sacrificare per l’acquisizione di una pila di VHS? O per scansire i vecchi negativi?
Posso forse rinunciare alla filmografia completa di Truffaut in VHS? Già .. prima o poi riuscirà in DVD e finirei con riacquistarla … in un loop senza fine.
Sono perplesso.
La vita di un supporto di memorizzazione è sempre più breve. E il problema affligge anche i supporti digitali.
Vi ricordate i primi CD Audio con i tag sul retro di copertina? AAD, ADD, DDD. La “A” e la “D” stavano ad indicare la tecnica impiegata in ognuno dei 3 passaggi di produzione del disco (Analogica o Digitale appunto). Oggi suonano davvero male: domenica ho ascoltato un doppio live dei QUEEN e sono rimasto sconcertato dall'”Infedeltà”.
Nel frattempo abbiamo raffinato la produzione, abbiamo il DVD Audio, il SACD o addirittura il nulla: i nuovi album sono virtualizzati su hard disk in forma di file compressi con il proprio codec preferito, di solito in mp3.
ITunes di Apple ha aperto i battenti anche in Italia. I maniaci della mela dicono che niente sarà più come prima.
Sarà … ma il fascino di un vinile, di una copertina, di un packaging creativo e innovativo non c’è più. Ragion per cui dovrò rassegnarmi a tenere in vita uno zoo di strumenti, supporti e tecnologie come la mia “nuova” radio.