Ieri sera sono finalmente riuscito a vedere l’ultimo lavoro di Enki Bilal. Immortel (ad vitam) è il terzo film realizzato da Bilal nella insolita veste di regista, ed è ispirato alla trilogia di Nikopol (La Fiera degli Immortali, La Donna Trappola, Freddo Equatore), capolavoro assoluto di “letteratura disegnata” (come amava dire Hugo Pratt).
Il film è da vedere, apprezzabile per l’articolata sceneggiatura e una mirabile fotografia. La storia è ambientata in una New York City del futuro, il 2095. I fondali sembrano tavole di fumetto d’autore: confesso che a tratti mi sono distratto ad ammirarne la bellezza. Ingredienti del film? Baudelaire, la mitologia egizia, fantascienza visionaria e molto altro. Ma non voglio anticipare di più: vi rovinerei il piacere di vederlo, in sala, in questi giorni.
Il film è distribuito nei cinema MEDUSA.
I volumi a fumetti della trilogia sono disponibili in Italia per i tipi di Alessandro Editore, che da sempre nutre il pubblico italiano con i lavori del genio di Belgrado. Ora la tentazione di rileggerla è irresistibile (fra l’altro ho scoperto di possederne un’edizione esaurita!) e magari potrei continuare con la trilogia del sonno, di cui segnalo il recente “32 dicembre“.