Il primato va all’Università degli Studi di Torino che già dallo scorso gennaio aveva annunciato (.pdf) la costituzione di ExtraCampus, il primo canale digitale terrestre universitario. Sull’argomento, molto genericamente, ritorna l”articolo (.pdf) pubblicato venerdì scorso sul Corriere della Sera.
Ma anche La Sapienza a Roma si muove con TeleSapienza e rumors non confermati parlano di un’ipotesi Alma Channel su DTT all’Università di Bologna.

Il digitale terrestre potrebbe riscuotere un notevole interesse per istituzioni come le Università che volessero erogare formazione a distanza su un territorio comunque circoscritto su scala regionale (si parla in questo caso di t-learning e non più di e-learning) o comunque che volessero rendere disponibili i propri servizi on line anche “on air”. Lo studente potrebbe accedere dal televisore di casa alla scelta della facoltà, immatricolarsi, prenotare gli esami, consultare la propria posizione curricolare così come appare nei sistemi informativi della segreteria, accedere a contenuti didattici …
Potenza di MHP e delle applicazioni interattive remote con autenticazione (il libretto elettronico?) su un canale di ritorno.

Le applicazioni sono tutte da pensare e sarebbero da complemento al web, se come ci dicono il rapporto annuale del CENSIS e una recente ricerca Demoskopea, solo 1 italiano su 5 utilizza Internet.

E immaginate quale scenario si verrebbe a configurare se a questi ingredienti aggiungiamo la disponibilità di device mobili DVB-H (Nokia li ha già in cantiere).
Di sicuro, che il fine sia questo o altro ancora da esplicitare, grazie al pallone il Paese innova! (ma non diciamolo in giro che non so quanto ci renda merito).