Sony PSP
Come tutti gli appassionati di videogame sapranno, il prossimo 1 settembre esce in Italia la , la risposta di Sony al , ma non solo …

A leggere la press release (.pdf) della casa nipponica c’è molto di più.

La nuova Sony PSP dispone di un display 16:9, può collegarsi al PC sia wireless che via USB 2.0, utilizza nativamente video codec H.264/MPEG-4 AVC Main Profile Level 3 (definito “PlayStation Portable UMD Video codec“), audio codec , dispone di un inedito supporto di memorizzazione chiamato UMD (Universal Media Disc) e costerà appena 249,00 EUR.

Vecchie nuovi contenuti video saranno prodotti in formato PSP UMD Video: quasi tutte le major cinematografiche, ad eccezione della Warner Bros che difende il suo Mini-DVD, hanno già in catalogo film in formato UMD Video (ecco una lista dei titoli disponibili). La stessa Sony ha da poco lanciato il download di video clips e musica per la PSP dal portale P-tv (sito in lingua giapponese. Traduci).

I contenuti potranno essere fruiti sulla Sony PSP attraverso una Memory Stick Duo (in dotazione c’è una schedina da 32 Mb).

Fin qui la proposta commerciale.

Non è difficile ipotizzare una mobilitazione della comunità degli utenti per la produzione o la conversione di contenuti (video ma anche audio) ad uso privato o la loro distribuzione via network P2P. In Rete sono già disponibili dei tool per la conversione in formato UMD Video (basta una query su Google …). La stessa Ahead, software house produttrice della suite Nero, ha integrato la conversione PSP video sul suo Nero Recode 2 (disponibile la guida alla conversione).

Mi piacerebbe conoscere l’opinione del Drake, massimo esperto in tema di videogaming.

Videopod? Image by Jeroen Thoolen blog
Frattanto Apple medita di lanciare un nuovo iPod, atteso guarda caso per settembre o cmq entro il prossimo autunno, e con capacità di riproduzione video: un videopod!

Se ne è riparlato recentemente su varie testate on line (MyTech, Macity, Punto Informatico), dopo un primo hype nei primi giorni di maggio.

Cito da PI:

Apple dovrebbe vendere i videoclip a 1,99 dollari l’uno, un prezzo circa doppio a quello generalmente applicato alle singole canzoni. Non è escluso che la società di Cupertino decida di distribuire anche filmati di altro genere, come ad esempio i programmi TV. L’obiettivo di Apple è quello di sfruttare il grande successo riscosso dal proprio negozio on-line – dimostrato dal raggiungimento, la scorsa domenica, di mezzo miliardo di canzoni scaricate – per espandere il proprio business verso altri promettenti settori del mercato dei contenuti digitali.

Visto il successo del e considerato la crescente disponibilità di , non è sbagliato supporre che il prossimo grande fenomeno di consumo sarà il video podcasting: non solo la distribuzione di contenuti video in Rete con descrizione semantica (i.e. RSS), ma anche la sincronizzazione con dispositivi portatili in grado di riprodurli sempre e dovunque (e store on line da cui scaricare a pochi EUR sul modello di business tracciato da Apple con iTunes).

Nokia 7710
Terzo attore in questo ribollente mercato del digital entertainment potrebbe essere, pur con un certo ritardo, lo smartphone.

Più che al , che mi sembra a prima vista troppo laborioso e “device-dependent” (non ho fatto delle prove, attendo volentieri smentite …), la tecnologia del futuro è il DVB-H (Digital Video Broadcasting – Handhelds).

In un prossimo evento previsto nella seconda metà di settembre a Berlino e dall’elequente titolo “Mobile Video and TV” se ne parlerà abbondantemente (si veda il programma del terzo giorno).

Trials DVB-H sono in corso in molte città (Helsinki, Oxford, Berlino, …) e non solo in Europa. Si attendono risposte anche dai produttori di device mobili: Samsung e Nokia hanno già annunciato alcuni modelli con supporto DVB-H; si attende ancora la replica di Motorola e SonyEricsson.

Insomma … lo scenario attuale presenta una progressiva ibridazione dei prodotti: mobile gaming devices, mobile multimedia enabled devices e portable multimedia devices sono in stretta convergenza.

A partire dal prossimo autunno potremo verosimilmente consumare video pret-a-porter, a basso prezzo e con semplicità di accesso disarmante.

Le tecnologie a ben vedere non mancano!