La blogosfera è in fermento in queste ore per un atto di censura di Stato dettata da logiche protezionistiche e interessi economici. Quelle stesse logiche deprecate da tutto il mondo politico italiano nell’arrocco operato dal governo francese per scongiurare la ventilata OPA di ENEL su Suez e che prevalgono in Italia se si parla di competizione internazionale nell’enorme business del gioco d’azzardo.

Ma procediamo con ordine …

Giovedì notte ho ricevuto questa “comunicazione di servizio” da Tiscali Italia, il mio fornitore di connettività, che riporto integralmente:

Gentile Cliente,

Ti informiamo che a seguito della Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U. n° 36 del 13 Febbraio 2006) che reca disposizioni per la “Rimozione dei casi di offerta in assenza di autorizzazione, attraverso rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro“, verrà inibito dal 24 febbraio l’accesso ai siti indicati dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato che realizzano giochi e scommesse con vincite in denaro e che operano senza specifica autorizzazione ministeriale.

Per maggiori informazioni ti consigliamo di collegarti al sito della Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato www.aams.it e di scaricare il testo integrale del decreto disponibile al seguente indirizzo: http://www.aams.it/site.php?page=20060213082358575&op=download.

Cordiali saluti,

Servizio Clienti Tiscali

Giovedì scorso sono anche partito per Torino e il mio week end olimpico: ho lasciato la mail nella inbox con il proposito di vederci chiaro con calma al rientro.

Intanto quattro giorni sono passati e tanto basta per scatenare un piccolo tsunami mediatico nella Rete e nella blosgosfera: non si parla d’altro sulla mailing list FORUM-ISOC di Società Internet, Punto Informatico puntualmente (oggi) gli dedica un articolo da ideale prima pagina, i bloggers italiani si distinguono fra chi grida alla censura e chi propone subito le contromisure.

Censura o protezionismo? Non ho voluto e non voglio scendere nel merito.

Di certo è un episodio molto triste e un pericoloso precedente a cui questo blog risponde con una provocazione (da cui il titolo del post).

Gli hostmasters di tutto lo Stivale sono chiamati in queste ore ad uniformarsi a quanto previsto dal decreto legge pubblicato in Gazzetta e tutti gli ISP hanno scelto di utilizzare la tecnica del DNS cache poisoning.
In pratica il traffico verso gli oltre 500 siti indicati nella black list dell’AAMS viene rediretto manipolando la risoluzione DNS ad una pagina di “benvenuto”, sempre dell’AAMS, che informa il navigatore degli effetti del nuovo decreto (contenuto nella Finanziaria 2006 … Aarrrgh!).
Aggirare questo re-indirizzamento è operazione banale e lo hanno scritto in tanti (esempio).

Però non basta.

Sarebbe il caso di far capire a chi pensa di utilizzare il dirottamento di siti web (web hijacking) a scopo censura, che questi strumenti sono devastanti, in termini di comunicazione e potere mediatico, se … utilizzati al contrario!

Cosa succederebbe se tutti coloro che gestiscono un proprio name server cominciassero a “drogare” il database distribuito dei nomi a dominio con informazioni fasulle?

Cosa succederebbe se reindirizzassi il sito dell’AAMS, per quella che è la mia zolla di influenza, sulla stessa pagina di benvenuto che offre agli aspiranti scommettori italiani?

Sarebbe interessante apprezzarne gli effetti …