Oggi ho letto un paio di contributi interessanti sulla questione dei brevetti software rivendicati da Via Licensing su MHP, di cui ho scritto lo scorso venerdì 3 marzo.

Il primo è di Tommaso Tessarolo, che in un post recente ha analizzato gli effetti dell’annuncio di Via Licensing e arriva addirittura a recitare il “de profundis” per lo standard DVB in tutte le sue filiazioni.

Ecco lo spunto che ritengo più significativo, nella parte finale del suo post:

Forse diventeremo ibridi, quindi, e perché no. Speriamo però di ibridarci con le tecnologie emergenti e non con altri pezzi di DVB che sempre di più sembra destinato a fallire. Nonostante i proclami ed i successi degli ultimi periodi è ormai evidente che il DVB è in crisi. Non riesce più a risolvere i problemi reali. E’ paralizzato su questioni fondamentali come il nuovo algoritmo condiviso per la sicurezza della trasmissione di contenuti protetti. E’ superato da associazioni industriali private che specificano e decidono molto più rapidamente e con un impatto molto più importante del DVB. Sta con tutte le forze correndo dietro all’IP cercando di fare la TV su IP, l’MHP su IP, i DVB-Telefonini su IP. Ma come il DVB si è dovuto piegare all’evidenza riconoscendo la predominanza degli standard del W3C in materia Internet (dopo aver tentato ad esempio il DVB-HTML), cosi è costretto ad inserire nelle sue specifiche la possibilità di nuove tipologie di applicazioni interattive esclusivamente basate su Browser standard W3C. Cosi ancora sta adottando l’HTTP, SOAP, l’XML etc. etc. in un processo di contaminazione sempre più importante con le tecnologie Internet. Ma Internet ragiona con logiche completamente differenti. Il DVB riesce a parlare ancora molto bene, con i suoi modi e con i suoi standard, ai suo target di riferimento storico. Nel mentre però la rivoluzione sta invadendo le abitudini delle nuove generazioni. Tra dieci anni lo shift generazionale avrà portato ad avere capacità di spesa ad una fetta talmente importante di persone cresciute percependo Internet come commodity, che sarà impossibile che certi modelli trovino ancora spazio. Ed io dubito fortemente che quando tutto ciò inevitabilmente accadrà il DVB avrà ancora il posto che ha oggi. Staremo a vedere.

Il secondo contributo viene invece dal blog di InteractiveTV Today ed ha due firme illustri.

Si tratta di Anthony Smith-Chaigneau, co-autore insieme al mitico Steven Morris della bibbia “Interactive TV Standards“, nonchè ex Head of Marketing & Communications del DVB Consortium e oggi in forze ad Osmosys; l’altro autore è Paul Bristow, altro guru dell’MHP anch’egli alle dipendenze di Osmosys dopo molti anni passati in Philips Consumer Electronics ad occuparsi di DVB-PVR e MHP-PVR.

Dimenticavo – serve a contestualizzare le affermazioni contenute nel loro contributo – Osmosys (www.osmosys.tv) è il leader mondiale nella fornitura di middleware MHP/OCAP, ha una quota del 75% del mercato italiano e … ovviamente non fa parte del pool di aziende rappresentate da Via Licensing (Comcast, Open TV, Panasonic, Royal Philips Electronics, Samsung Electronics, Thomson e Time Warner Cable).

In estrema sintesi (ma suggerisco caldamente di leggere l’intero intervento … il link è più sotto …) i due autori hanno scritto una lettera aperta indirizzata a diversi interlocutori, dalla Commissione Europea al DVB Project, in cui sostengono che l’iniziativa di Via Licensing porta a conseguenze negative per tutto il mercato e si configura come un “IPR Hijacking“.

Effetti:

  • Si arresta la diffusione di MHP in Europa, inibendo il roll-out di nuovi servizi interattivi e di eGovernment;
  • Si privilegia la diffusione di decoder non interattivi (i cosiddetti “zapper”), e dunque l’introduzione della licenza sui brevetti software avrebbe l’effetto di un boomerang sugli stessi detentori di brevetto;
  • Comporta una frammentazione del panorama televisivo digitale europeo:

Following the announcement, France’s DTT sector has categorically stated that it will not select MHP under this regime and Spain has stated that these terms will result in killing the MHP standard in its country. Italy is strongly opposed and has also stated that this will stop any further roll-out of MHP, which now stands at around 4 Million MHP units.

  • Rende molto premature le conclusioni dell’Unione Europea contenute nel paper del 2 febbraio scorso (leggi .pdf)

The EU will not see a cohesive industry-led roll-out of MHP whilst the MHP Licensing issue goes unresolved. This Patent Pool initiative will, as it stands, only serve to harm the existing market and inhibit any uptake and roll-out of new iTV services and E-Government services. This will create a stagnation effect in the industry including the new IPTV standardisation efforts and will impact other mobile systems such as DVB-H.

Prima conclusione:

We can only conclude that the Patent Pool members either a) do not understand the interactive television industry or b) are actively trying to kill the MHP standard for other business or financial reasons.

E ancora:

We do not believe that the Licensing Fees as proposed are “FRND.” Some of the reasons for this are set out below:

* Fair–Is it fair charging for unknown IPR which may cause Content and Service Providers to unwittingly infringe patents?

* Reasonable–Should IPR Patent Pool costs be more than the Java licensing which is the core of the technology employed in the specification?

* Non-Discriminatory–Is it non-discriminatory when arbitrary fees are set on arbitrary points in the MHP value chain–e.g. FTA-THH covered by the Broadcaster whether or not those people have a device or are actually using the technology?

Anthony Smith-Chaigneau e Paul Bristow scendono quindi nel dettaglio del pricing delle licenze e, citando (senza esempi) i casi di altro software java-based, affermano che il prezzo è sbagliato di due ordini di grandezza (non dollari, ma centesimi!)

Concordo con loro, su tutta la linea.

Temo che ci attenda un’altra dura battaglia sui brevetti software a livello comunitario … l’alternativa è indicata da Tessarolo: focalizzarsi solo sul trasporto IP.

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