La scorsa settimana mi trovavo a Torino per un mix di ragioni: lavoro, ancora lavoro e per una rigenerante dose di nonni per il piccolo Lorenzo Lapo.

Durante il viaggio di andata ho effettuato una sosta all’autogrill di Fiorenzuola D’Arda, nei pressi di Piacenza, quello – per intenderci – famoso per essere il primo autogrill italiano con il ristorante sopraelevato con vista autostrada.

Mentre addentavo un modesto pan au chocolat, ho scattato questa foto:

Infomoving Autogrill ANSA

Si tratta del servizio Infomoving di Società Autostrade, un’applicazione di digital signage disponibile su un circuito di 110 maxischermi distribuiti in 84 aree di sosta della rete autostradale.

Il circuito Infomoving di Società Autostrade

Il maxischermo (un TV LCD da 40 pollici) è posizionato proprio davanti al bar, sopra il tavolino in cui cerchi di ritrovare un pò di zuccheri per continuare il viaggio, e il “rullo” è di circa 20 minuti (d’altra parte chi si ferma più di un quarto d’ora all’Autogrill?).

In quei 20 minuti notizie ANSA, meteo, situazione traffico e ovviamente …spot!

La user experience è quella tipica della enhanced digital television, con lo schermo diviso a frame, il frame grande con un video in heavy rotation, e i frame piccoli rutilanti di iconcine, numerini e lanci d’agenzia.

Una volta arrivato a Torino e sbrigate alcune faccende, faccio i miei soliti due passi in centro.

Da Palazzo Nuovo, evito via Po e faccio sempre via Verdi. Sarà che c’è la storica sede RAI, sarà che si respira quell’atmosfera universitaria, sarà perchè ogni tanto lascio una piccola fortuna da Little Nemo.
Fatto sta che, non appena arrivo nei pressi della Mole all’incrocio con via Montebello, vengo importunato da un messaggino bluetooth: ecco – mi dico – il solito virus che cerca di intrufolarsi nel mio 6630. E invece no: il messaggio arriva dal Comune di Torino. Mi fido e approvo.

Torino Surf The City

Accidenti! Davvero niente male come proximity marketing. Più tardi, animato da un’indomabile curiosità, scoprirò che si tratta del progetto “Surf the City” basato sul servizio BlueTo realizzato dal CSP di Torino.

Proseguo il giorno seguente con la mostra sui Macchiaioli a Palazzo Bricherasio. Dopo l’autogrill e i messaggini bluetooth mi aspettavo di tutto: vuoi che ancora usino le audioguide a cassette o usino dei banali lettori emmepitre?

Parafrasando la giunonica testimonial australiana di un noto operatore di telefonia mobile – il marketing è tutto intorno a te! (“chuccio inchtorno a tche“).

Macinando quelle poche centinaia di metri che separano la casa dei nonni dalla mostra, mi ero pregustato una mostra 2.0: quadri che parlano via bluetooth ai visitatori (perchè spendere in costose didascalie? Basta avvicinarsi al quadro e – bip, bip – il quadro si identifica in 4 lingue) e audioguide scaricabili sull’ipod e sul cellulare.

Nulla di fatto. La digital signage non è ancora entrata al museo: questione di mesi …. La mostra però vale cmq la pena: fateci un giro se potete.