CV vs. Personal Branding

Devo dire che ormai ci sono abituato 🙂
Dopo oltre una ventina di eventi organizzati o co-promossi dall’autunno 2008 con la business community BolognaIN, ho capito che gli ingredienti fondamentali per la buona riuscita di un evento sono 4: un buon team, un tema “caldo” – magari con un titolo provocatorio, un format “leggero” e informale, ospiti brillanti.
A CV vs Personal Branding @JobMeeting Bologna non è mancato nulla (parlo di questo evento).

E infatti, nonostante i pochi giorni di preparazione, è stato un evento riuscito. Oltre le aspettative.

Vedere tanti giovani laureati o laureandi girare per gli stand, curricula alla mano – lo confesso – mi ha fatto tenerezza.
Se hai una minima conoscenza del “mercato del lavoro”, sai che le modalità di reclutamento sono cambiate.
Quelle due facciate A4 scritte riciclando un modello di Word o utilizzando lo stesso template Europass sono troppo limitate per descrivere chi sei e per valorizzarti al meglio.

E questo lo sai bene tu, che hai preparato il CV, e lo sa bene il tuo selezionatore, che è una persona impegnata, divisa fra varie attività, per definizione ha SEMPRE poco tempo e una montagna di curricula da vagliare.

Quello che mi sorprende ogni volta è l’incapacità, da parte dei candidati, di prevedere le logiche di selezione.
E’ OVVIO che il CV da solo non può bastare. Se il il template Europass ha avuto il merito di omologare le informazioni da inserire in un CV, dall’altro ha reso tutti i curricula terribilmente identici.
In queste condizioni, fare emergere i punti di forza del proprio profilo è più difficile.
Qualcuno sopperisce allegando una lettera di presentazione: è intelligentemente il 50% di spazio in più, ma con lo stesso font Times New Roman 12.

E’ un altro il punto di vista interessante: quello della persona che ti sta selezionando!
La prima cosa che fa il recruiter, dopo aver letto i tuoi dati anagrafici, è cercare informazioni su di te in Rete.
Google in questo può essere un giudice inclemente, oppure un valido alleato del tuo CV. Dipende da quanta attenzione e consapevolezza hai riposto nella tua presenza in Rete.

Ecco allora che ho pensato di parlare di personal branding. Il personal branding – cito la Wikipedia – “è l’arte di vendere se stessi con modalità simili a quanto avviene con altri prodotti commerciali“. In altre parole, come ho scritto anche nella mia presentazione: per promuoverci dobbiamo imparare dai brand.

All’incontro di Bologna ho provato a dispensare qualche consiglio e a riassumere in 4 tip come usare la Rete per la carriera, che poi erano anche gli spunti per la piacevolissima conversazione successiva, in compagnia di Giovanni Scrofani (a.k.a. Jovanz74), Simone Tornabene (in arte mushin), Matteo Bianconi di Pragmatiko blog, Rudy Bandiera (geniale Mr. LovaLova 🙂 e Sabrina Mossenta di Viadeo Italia.

Nella mia pur limitata esperienza di selezionatore di profili IT, un dettaglio che ha sempre catturato la mia attenzione è l‘account email.
Il tuo provider email racconta di te molto di più di quanto non pensi.
Un candidato che si presenta con un account @libero.it attira la mia attenzione negativamente, mentre è più che adeguato se utilizza Gmail, o addirittura brillante se ha investito 15 EUR di una pizza per un @nomecognome.qualcosa
E’ un dress code, a suo modo. Che si potrebbe riassumere in: come non si va generalmente ad un colloquio in scarpe da tennis e jeans, così non ci si presenta con una mail troppo “casual” 🙂
Mi piacerebbe sapere se sono l’unico a pensarla così o se anche chi mi legge ripone attenzione a questo ed altri dettagli.

Infine i Tip:

  1. #1 – Dedica cura, tempo ed attenzione a presentare chi sei e quello che hai fatto o che sai fare.
    Puoi farlo in vari modi, il più scontato è un sito personale. Può essere anche un blog, un video interattivo, una presentazione su Slideshare. Il format dipende anche dal messaggio che vuoi che arrivi al tuo interlocutore: professionalità, creatività, etc.
  2. #2 – Cura il tuo profilo e le tue relazioni sui social network professionali
    E che te lo dico a fare? 😀
  3. #3 – Controlla le tracce che lasci in Rete
    Ricorda: “Everything is forwardable“! Qui la dualità nickname e real name è quanto mai utile. E si intreccia con il tema della privacy. Sperperare i tuoi dati personali ed esibire la tua egosfera su tutti i social networks forse non è una buona idea. Se sei molto giovane, il nickname per te è come una “palestra” in cui si può giocare senza farsi troppo male.
    Se sei un professionista affermato può essere il tuo Mr.Hyde, con cui concedersi qualche libertà espressiva in più senza metterci la faccia. Google in entrambi casi non ti dimenticherà 🙂
  4. #4 – Monitora la tua reputazione
    Se lo fanno i brand, perché non dovrebbero farlo le persone?
    Un Google Alert con il tuo nome + cognome può già essere sufficiente 😉

JobMeeting Bologna

Si intitola “Personal branding vs. curriculum vitae: le relazioni pericolose tra name e nickname” il talk che ho organizzato, assieme al buon Matteo Bianconi di Pragmatika, come evento del mese BolognaIN in occasione della tappa bolognese di JobMeeting.

JobMeeting apre i battenti domani 20 ottobre presso il Padiglione Polivalente del Palazzo dei Congressi di Bologna (Piazza della Costituzione 4). BolognaIN, media partner della manifestazione, avrà a disposizione l’Arena Job Teller (mappa stand) e curerà una non conferenza di circa 1 ora, prevista intorno alle ore 15,00.

L’obiettivo è di analizzare le nuove modalità di presentazione/promozione della propria carriera e del proprio profilo professionale grazie alla Rete, toccando i temi del personal branding, della gestione della privacy sui social media, delle opportunità e dei problemi dell’essere e dell’apparire nell’era di Facebook e Google.

Ecco la line-up aggiornata degli ospiti, oltre al sottoscritto: Simone Tornabene, CMO di Viralbeat e Strategy & Social Media Advisor di NinjaMarketing; Rudy Bandiera, giornalista, professionista dell’ IT e consulente in ambito Web; Giovanni Scrofani, giurista d’impresa presso un primario Gruppo industriale e appassionato di nuove tecnologie; Sabrina Mossenta p.r. di Viadeo Italia.
Chairman: Matteo Bianconi, copywriter & Social Media Strategist di Pragmatika.

La conversazione è già cominciata sul numero di Spot&Web di questa settimana, che ti invito a leggere.