La Notte dei Ricercatori 2010

Torna a Bologna per la seconda edizione la Notte dei Ricercatori, venerdì prossimo 24 settembre.

Sarà l’occasione per parlare della difficile situazione della ricerca in Italia, per conoscere i ricercatori e i progetti in cui sono coinvolti.

Ne avevo parlato anche lo scorso anno, e non posso fare a meno di bissare, perché quest’edizione è … speciale.

Le novità sono tante e faranno sicuramente piacere a chi, come chi scrive, frequenta la Rete ed è abituato a partecipare ed essere coinvolto.

In primo luogo, il blog ufficiale, integrato socialmente con la rete e le comunità degli stakeholders.

Poi la copertura su Twitter.
Come descritto in questo post, si va componendo una squadra di Twitter Reporters che racconteranno la Notte dalle varie piazze della Regione e in particolare da Bologna.
Io stesso darò il mio piccolo contributo (in regalo una maglietta!).

Non solo.
E’ prevista anche la diretta online in streaming, sia audio (con Radio Città del Capo), che video (grazie ad AltraTV) e le adesioni si stanno moltiplicando.
Da Bologna, un network di micro Web TV italiane e Web TV universitarie diffonderà sul Web le immagini della Notte, commentate in tempo reale su Twitter (hash tag ufficiale #ricerca).

L’appuntamento, a partire dalle ore 20,00, è sul blog della Notte dei Ricercatori, oppure sulle altre micropiattaforme che aderiscono all’iniziativa.
La trasmissione partirà dal Dipartimento di Discipline della Comunicazione di Bologna e vedrà il collegamento via Skype con le altre realtà universitarie.

Ci vediamo venerdì a Bologna! Dalle 21,00 sarò a La Scuderia di Piazza Verdi, per il talk show di e con Enrico Bertolino.
Fra l’altro, è un’ottima opportunità per fare check-in tutti assieme e guadagnare l’ambitissimo Swarm Badge di Foursquare 😉

Intervista a Radio TP

Ecco la registrazione dell’intervista che ho concesso a Francesco Cataldo Verrina per Radio TP. Si parla di marketing digitale, aziende e social media. E di cosa sennò? 🙂

Fare Business a SMAU

Si intitola “Fare business con i social networks. Alcuni casi di studio (e di marketing innovativo) per imparare ad usare LinkedIn, Facebook e Twitter” il mio intervento in qualità di “addetto ai lavori” e promotore del business social network BolognaIN, a SMAU Business Bologna. Ed è già sold out!

Appuntamento (in piedi) all’Arena Marketing Trends della Fiera di Bologna il 9 giugno alle 10,00.

screenshot dello speech

Non perdere l’opportunità di entrare a SMAU Business Bologna con BolognaIN.
Info per richiedere il pass gratuito online sul blog di BolognaIN.

PMI e social media. Seconda parte

Qualche settimana fa avevo anticipato in questo spazio le mie risposte ad un articolo-intervista per “Io l’Impresa“, la rivista di CNA.

Ora, il numero di Aprile 2010 è finalmente in linea (scarica il pdf, da pag. 13) ed è possibile leggere, oltre al contributo del sottoscritto, anche cosa hanno risposto a quelle domande il Direttore Innovazione e Sviluppo Territoriale di Microsoft Italia e il Responsabile ricerca e sviluppo di CNA Emilia Romagna.

Per completezza, riporto qui anche la mia risposta all’ultima domanda.

Domanda #3

Quali sono le condizioni di sviluppo del Web 2. 0 rispetto
alle piccole imprese. Cosa cioè dovrebbero fare questo tipo di aziende e le loro associazioni di rappresentanza per favorirne l’ingresso in questo mondo?

Il problema è essenzialmente culturale. Per cogliere le opportunità del
Web 2.0 le aziende devono imparare a conversare con i propri clienti, evitando il tono impersonale dell’uffi cio stampa, evitando quella sensazione di unidirezionalità del messaggio a cui siamo abituati con i media tradizionali. Le aziende sono fatte di persone. E le persone si relazionano con altre persone, che sono anche i nostri clienti.
Date voce alle persone che lavorano nella vostra azienda e alle loro idee e
non passarete inosservati.

Le associazioni di categoria hanno una grande dovere morale in questo senso: da un lato dovrebbero “evangelizzare” le piccole imprese sulle opportunità dei social media, dall’altro dovrebbero a loro volta fare propri alcuni valori del Web 2.0 per promuovere un’evoluzione
della vita associativa.

Più social network, più condivisione, più collaborazione: il business ha bisogno di fare rete. Oggi più che mai (e se non lo fanno le Associazioni di categoria, altri soggetti probabilmente lo faranno al loro posto).

PMI e Social Media. Intervista per CNA

Sono stato intervistato dalla redazione di “Io L’Impresa“, rivista della CNA Emilia Romagna, Marche, Toscana, Umbria per un nuovo articolo che uscirà nel prossimo numero e in cui si parlerà di PMI e Social Media.

Il tema non è nuovo, ne hanno già parlato in tanti. E’ però incoraggiante e interessante che ad affrontarlo sia la rivista ammiraglia dell’Associazione di Categoria.

Voglio qui condividere, a puntate, le domande che mi sono state rivolte e le risposte che ho dato, in una sorta di peer review. Sentiti libero di commentare, correggere o modificare le mie risposte, nei commenti a questo post o nel suo rilancio su FriendFeed.

Domanda #1

Quali sono a suo avviso i tratti salienti di web 2.0; gli aspetti più significativi di questa evoluzione dal punto di vista delle imprese e delle persone che lavorano nelle imprese, trattandosi di relazioni tra persone? Qual’è attualmente lo stato delle cose?

Risposta:
Quello che chiamiamo comunemente “Web 2.0” è una rivoluzione copernicana nel modo di intendere e di “vivere” il Web. Se in una fase precedente il Web è stato per le Imprese essenzialmente una vetrina, oggi il Web è completamente diverso, è finalmente partecipativo, più democratico, peer 2 peer, people 2 people. Non è fatto di siti, ma di PERSONE che conversano, che frequentano le reti sociali online, che condividono esperienze e opinioni e spesso parlano di marchi e prodotti. Ecco perché ha molto più senso parlare di audience che non di target.
Nel Web 2.0 è fondamentale curare la propria reputazione: le persone parlano di noi e dei nostri prodotti e questa conversazione è tracciabile, non è controllabile e se ne conserva memoria. L’unico modo per non essere esclusi dalla conversazione è partecipare, ascoltare e dare il proprio contributo.

Domanda #2

Come vede un uso da parte delle  piccole imprese di questo tipo di approccio e di tecnologia. Quali pensa potrebbero essere da un lato i punti di forza per l’impresa nell’utilizzare web 2. 0 e, dall’altro, quali le caratteristiche che a suo avviso meglio si adattano a imprese di piccola dimensione? Potrebbe essere la relazione coi clienti, oppure la compartecipazione allo sviluppo di nuovi prodotti, di innovazione, di creazione di una dimensione di rete più strutturata, o quant’altro?
Le piccole imprese hanno una grande opportunità.
Un “processo” di marketing o di relazioni pubbliche digitali sul Web non richiede grandi budget come nei media tradizionali. E i risultati che si ottengono non dipendono esclusivamente dal budget investito, ma molto di più dalla creatività, dalla capacità di attrarre attenzione (hype), di generare conversazioni (buzz) e interazioni (engagement) con i potenziali clienti.
Il punto di forza e di partenza è e rimane il prodotto. Qualcuno ricorda l’esperienza della San Lorenzo ? Il suo pesto divenne famoso con il semplice passaparola online, grazie ad un’idea di marketing semplice quanto intelligente.
Poi è necessaria un’analisi (i nostri clienti sono online? Dove? Come comunichiamo oggi?) ed infine una strategia: scelta dei contenuti, format, digital media mix, monitoraggio in tempo reale della conversazione.

Sulle reti sociali sono premiate quelle attività che generano valore, il passaparola va incentivato con del valore (può essere un prodotto in demo gratuita o qualcosa che inneschi una relazione fra cliente e prodotto, etc.).

Continua nella seconda parte

Social spammers: evoluzione della specie

In principio era l’engagement.

Nell’era dell’economia dell’attenzione, non c’è iniziativa, evento o campagna di buzz marketing che non cerchi con un pò di bavetta sul labbro e l’occhietto assatanato il coinvolgimento degli utenti dei social networks.

Anche perché se non ingaggi, non ti fuma nessuno e la conversazione non si innesca (io, fra l’altro, da tempo aspetto la feature “chissenefrega” da affiancare ai “like” … ma questo è un altro discorso …)
L’obiettivo è generare leads e che i leads si traducano almeno in parte in transazioni.


[credits: VizEdu.com]

Per prima cosa, devi trovare un cliente da sedurre socialmente.
Per esercizio: cerca “social media funnel” su Google. Io ho pescato questa presentazione come primo risultato. Ebbene non è una presentazione: è un archetipo! (volevo passarci sopra Wordle, ma non ne ho avuto voglia … secondo me è possibile generare queste presentazioni ricorrendo ad un trendy selling point authomatic ppt generator … non me ne voglia l’autrice …).

Poi con il tuo budget risicato e la tentazione social in tasca, appronti il piano di social media marketing. Il tuo obiettivo è arrivare a dimostrare, con un mix acrobatico di buzz analyzers 2.0, che la campagna di marketing che hai proposto è stata di grande successo, in un tripudio di ROI, brand awareness, sentiment, brand equity, identity 2.0 & digital p.r. & bla bla bla

Il problema è che questa non è solo l’economia dell’attenzione, ma anche quella della filiera luuunga e inefficiente: le imprese delegano alle agenzie quello che dovrebbero imparare a gestire da sè, le agenzie delineano strategie sofisticate e poi subappaltano a realtà più piccole o a singoli consulenti esterni.
Le realtà più piccole pigliano due soldi e sono costrette a lavorare un tanto al chilo sfruttando* stagisti, giovani di belle speranze, precari 2.0.
I singoli consulenti invece sono per definizione super esperti di qualsiasi cosa sia trendy e immediatamente vendibile (per intenderci: se oggi tira il social media marketing, siamo tutti social media strategist, anche se fino a ieri ci guadagnavamo la pagnotta a vendere caselle di posta elettronica …).

Questo mix diabolico di condizioni al contorno genera come sottoprodotto della filiera dei nuovi mostri:

  • serial taggers ovvero quelli che ti taggano nelle note su Facebook o negli aggiornamenti di stato (così ti costringono a dedicare loro attenzione e approfittano della micro-audience abituale della tua bacheca)
  • serial social ovvero quelli che postano lo stesso identico messaggio su decine di community differenti (nessuna personalizzazione, massimo rumore, pessimo rapporto segnale/rumore)
  • fake fan, ovvero quelli che aprono account o profili fasulli per parlare di un prodotto o di un marchio “sporcando” la conversazione;
  • fake users, ovvero quelli che intervengono nei forum e nei commenti appositamente pagati per parlare bene di un prodotto o di un brand
  • hard buzz generators, ovvero quelli che al motto di “facciamo più rumore possibile!” travasano nell’imbuto social ogni sorta di feed … E’ il modello di approccio a forza bruta (brute force attack) e spesso non fa rima con creatività.
    Fra questi esiste un’ulteriore sotto-categoria, quella dei broadcast buzz generators: sono quelli che fanno broadcast dello stesso stream di contenuti su tutte le reti. Da Facebook a Twitter, poi da Twitter a Friendfeed e a Google Buzz, e ancora da Friendfeed di nuovo indietro verso Twitter  e Facebook … (ma si può complicare a piacere aggiungendo LinkedIn, Plaxo e ogni sorta di socialcoso dotato di API e status update).
    Il tutto senza personalizzazione per audience o per limiti di format (i 140 caratteri di Twitter non contengono che un terzo del contenuto del pubblisher di Facebook o di Friendfeed, etc. etc.)

Broadcast buzzer mi sento un pò anche io, ben inteso, ma non mi piace per niente ed è un surrogato di quello che mi dico sempre di voler fare: messaggi e format differenti per audience differenti … ma non ho tempo (è lo stesso alibi che vi date anche voi?).

* Il recente post di gluca, frutto di una riflessione su una conversazione in ff, esemplifica bene uno dei passaggi di questa filiera.

Personal branding: io come brand

Abbiamo definito accuratamente la nostra presenza e la nostra immagine online?
In che modo promuoviamo noi stessi e la nostra attività?
Come possiamo sfruttare al meglio i social media per il personal branding?

A queste ed altre domande cercheremo di rispondere nel corso del primo grande evento 2010 di BolognaIN.
Dopo il co-lunch (ep.1 S02) di gennaio, gli eventi della business community bolognese riprendono con un minitalk dedicato al personal branding online.

Evento: “Personal Branding: io come brand
Quando: lunedì 22 marzo 2010, a partire dalle ore 19,00
Dove: Krisstal, Piazza Liber Paradisus, 1 – Bologna

Gli ospiti:

  • Luigi Centenaro, autore dell’e-book gratuito “Personal branding con i social media”, divenuto nella terza edizione un nuovo libro per i tipi di Hoepli in uscita in questi giorni.
  • Tommaso Sorchiotti, si autodefinisce “profeta del microblogging” in Italia, co-autore del libro “Personal branding online” assieme a Centenaro.
  • Sabrina Mossenta, partnerships manager Viadeo Italia

Io sarò ovviamente presente, in veste di organizzatore 🙂

Qui il link per registrarsi. Su Twitter l’hashtag è #PBboin

FriendFeedBeer

Ho lanciato l’idea di una ff beer bolognese (e prego gluca di aggiornare la sua friendfeediana … hai dimenticato la birra! 🙂

friendfeed logo

Se vuoi aderire, edita il wiki di partecipazione o RSVP su questo evento in Facebook (lo so, si parla di ff, ma per tenere traccia di chi partecipa, il microsocialcoso non è proprio il massimo …)
L’appuntamento è per mercoledì 23 settembre, h:21,00 al Bar Ciccio di via S. Mamolo, 128 a Bologna.

Ah … ovviamente, se ti va … fai girare, rituitta, condividi e ri-posta 😉

Fare marketing su facebook

Il prossimo giovedì 16 luglio torna BolognaIN con un evento dal titolo “Fare Marketing su Facebook“, ospiti Luca Conti e Vincenzo Cosenza (e forse una sorpresa col botto last minute …). Inutile fare presentazioni e non mi dilungo, trovate tutto sul blog di BolognaIN.

Chi mi segue in giro per la blogopalla o la statusfera sa già che sono profondamente coinvolto (ed entusiasta) nel progetto e, per questa occasione, rivestirò anche l’inedito ruolo di chairman del minitalk fra i due ospiti e il folto e qualificato pubblico atteso.

Vorrei approfittare della Rete per costruire in maniera collaborativa un canovaccio di domande da fare ai nostri ospiti.
E allora rilancio qui: che domanda vorresti fare a Luca e a Vincenzo? Esempi: facebook analytics, il ROI dei social media, la mappa dei social networks, le aziende italiane su Facebook, anticipazioni sul libro di Luca, il futuro e Tutto Quanto. Spunti non ne mancano.
Scrivi la tua proposta nei commenti a questo post.

Abbiamo una settimana di tempo per realizzare una “crowd-interview” 🙂

w.bloggar e il nuovo Blogger

Grazie a questo post di Santosh Mishra ho finalmente recuperato il mio blog editor preferito dopo il passaggio dalla vecchia versione di Blogger alla nuova, recentemente uscita dalla fase Beta.

C’è ancora qualche baco da correggere a mano ma è molto meglio del vuoto di prima: mai più senza w.bloggar!