Fare Business a SMAU

Si intitola “Fare business con i social networks. Alcuni casi di studio (e di marketing innovativo) per imparare ad usare LinkedIn, Facebook e Twitter” il mio intervento in qualità di “addetto ai lavori” e promotore del business social network BolognaIN, a SMAU Business Bologna. Ed è già sold out!

Appuntamento (in piedi) all’Arena Marketing Trends della Fiera di Bologna il 9 giugno alle 10,00.

screenshot dello speech

Non perdere l’opportunità di entrare a SMAU Business Bologna con BolognaIN.
Info per richiedere il pass gratuito online sul blog di BolognaIN.

Social spammers: evoluzione della specie

In principio era l’engagement.

Nell’era dell’economia dell’attenzione, non c’è iniziativa, evento o campagna di buzz marketing che non cerchi con un pò di bavetta sul labbro e l’occhietto assatanato il coinvolgimento degli utenti dei social networks.

Anche perché se non ingaggi, non ti fuma nessuno e la conversazione non si innesca (io, fra l’altro, da tempo aspetto la feature “chissenefrega” da affiancare ai “like” … ma questo è un altro discorso …)
L’obiettivo è generare leads e che i leads si traducano almeno in parte in transazioni.


[credits: VizEdu.com]

Per prima cosa, devi trovare un cliente da sedurre socialmente.
Per esercizio: cerca “social media funnel” su Google. Io ho pescato questa presentazione come primo risultato. Ebbene non è una presentazione: è un archetipo! (volevo passarci sopra Wordle, ma non ne ho avuto voglia … secondo me è possibile generare queste presentazioni ricorrendo ad un trendy selling point authomatic ppt generator … non me ne voglia l’autrice …).

Poi con il tuo budget risicato e la tentazione social in tasca, appronti il piano di social media marketing. Il tuo obiettivo è arrivare a dimostrare, con un mix acrobatico di buzz analyzers 2.0, che la campagna di marketing che hai proposto è stata di grande successo, in un tripudio di ROI, brand awareness, sentiment, brand equity, identity 2.0 & digital p.r. & bla bla bla

Il problema è che questa non è solo l’economia dell’attenzione, ma anche quella della filiera luuunga e inefficiente: le imprese delegano alle agenzie quello che dovrebbero imparare a gestire da sè, le agenzie delineano strategie sofisticate e poi subappaltano a realtà più piccole o a singoli consulenti esterni.
Le realtà più piccole pigliano due soldi e sono costrette a lavorare un tanto al chilo sfruttando* stagisti, giovani di belle speranze, precari 2.0.
I singoli consulenti invece sono per definizione super esperti di qualsiasi cosa sia trendy e immediatamente vendibile (per intenderci: se oggi tira il social media marketing, siamo tutti social media strategist, anche se fino a ieri ci guadagnavamo la pagnotta a vendere caselle di posta elettronica …).

Questo mix diabolico di condizioni al contorno genera come sottoprodotto della filiera dei nuovi mostri:

  • serial taggers ovvero quelli che ti taggano nelle note su Facebook o negli aggiornamenti di stato (così ti costringono a dedicare loro attenzione e approfittano della micro-audience abituale della tua bacheca)
  • serial social ovvero quelli che postano lo stesso identico messaggio su decine di community differenti (nessuna personalizzazione, massimo rumore, pessimo rapporto segnale/rumore)
  • fake fan, ovvero quelli che aprono account o profili fasulli per parlare di un prodotto o di un marchio “sporcando” la conversazione;
  • fake users, ovvero quelli che intervengono nei forum e nei commenti appositamente pagati per parlare bene di un prodotto o di un brand
  • hard buzz generators, ovvero quelli che al motto di “facciamo più rumore possibile!” travasano nell’imbuto social ogni sorta di feed … E’ il modello di approccio a forza bruta (brute force attack) e spesso non fa rima con creatività.
    Fra questi esiste un’ulteriore sotto-categoria, quella dei broadcast buzz generators: sono quelli che fanno broadcast dello stesso stream di contenuti su tutte le reti. Da Facebook a Twitter, poi da Twitter a Friendfeed e a Google Buzz, e ancora da Friendfeed di nuovo indietro verso Twitter  e Facebook … (ma si può complicare a piacere aggiungendo LinkedIn, Plaxo e ogni sorta di socialcoso dotato di API e status update).
    Il tutto senza personalizzazione per audience o per limiti di format (i 140 caratteri di Twitter non contengono che un terzo del contenuto del pubblisher di Facebook o di Friendfeed, etc. etc.)

Broadcast buzzer mi sento un pò anche io, ben inteso, ma non mi piace per niente ed è un surrogato di quello che mi dico sempre di voler fare: messaggi e format differenti per audience differenti … ma non ho tempo (è lo stesso alibi che vi date anche voi?).

* Il recente post di gluca, frutto di una riflessione su una conversazione in ff, esemplifica bene uno dei passaggi di questa filiera.

LinkedIn Business Awards – Ne parla anche il Sole

Se n’è accorto anche Il Sole 24 Ore
Forse sarebbe stato più elegante un “vinca il migliore“, o un esercizio più democratico del linking. Rimediamo qui.

Ecco i 3 candidati italiani rimasti in gara:

Approfitto per ringraziare chi sta supportando la mia candidatura.
Sono 326 i voti già raccolti ma c’è tempo fino al 15 marzo per votare.

Domani alla presentazione di EMBA 9

In questo periodo non mi faccio mancare nulla 🙂

Dopo lo speech al meeting ACEF, domani sarò alla presentazione del Master EMBA di Alma Graduate School e farò un breve intervento dal titolo:  “Dalle transazioni alle relazioni: l’importanza delle reti sociali per il business“.

Ovviamente porterò la mia esperienza sul campo (BolognaIN e Pesaro Business Club), ma vorrei anche lasciare qualche suggestione di carattere più generale, dati e tendenze alla mano.

Appuntamento h:18,00 a Villa Guastavillani a Bologna. Qui la form per registrarsi all’evento.

Fare marketing su facebook

Il prossimo giovedì 16 luglio torna BolognaIN con un evento dal titolo “Fare Marketing su Facebook“, ospiti Luca Conti e Vincenzo Cosenza (e forse una sorpresa col botto last minute …). Inutile fare presentazioni e non mi dilungo, trovate tutto sul blog di BolognaIN.

Chi mi segue in giro per la blogopalla o la statusfera sa già che sono profondamente coinvolto (ed entusiasta) nel progetto e, per questa occasione, rivestirò anche l’inedito ruolo di chairman del minitalk fra i due ospiti e il folto e qualificato pubblico atteso.

Vorrei approfittare della Rete per costruire in maniera collaborativa un canovaccio di domande da fare ai nostri ospiti.
E allora rilancio qui: che domanda vorresti fare a Luca e a Vincenzo? Esempi: facebook analytics, il ROI dei social media, la mappa dei social networks, le aziende italiane su Facebook, anticipazioni sul libro di Luca, il futuro e Tutto Quanto. Spunti non ne mancano.
Scrivi la tua proposta nei commenti a questo post.

Abbiamo una settimana di tempo per realizzare una “crowd-interview” 🙂

Pesaro Business Club

E’ appena nato su LinkedIn il gruppo di Pesaro Business Club, il nuovo business club dedicato a professionisti e quadri, manager e imprenditori che vivono e/o lavorano in provincia di Pesaro.

L’idea è di promuovere il business networking fra gli iscritti e generare nuove opportunità di business e di lavoro. Pesaro Business Club ripropone a Pesaro e dintorni il fortunato modello di BolognaIN, il business club che ho fondato lo scorso anno a Bologna.
BolognaIN oggi sfiora le 1400 adesioni ed è fra i maggiori business club italiani.

Vi aspetto!

BolognaIN

Prove tecniche di business networking 🙂

E’ nato lo scorso 12 luglio su Linkedin il gruppo “BolognaIN“, di cui sono fondatore e manager.
Nonostante un mio sostanziale silenzio (new)mediatico sull’iniziativa, la viralità di Linkedin ha prodotto un’eco fino a due-tre gradi di separazione (e il fall-out continua …) e oggi il gruppo conta quasi 120 iscritti (!).

BolognaIN nasce sull’esempio di altri gruppi metropolitani (MilanIN, FlorenceIN, …) e ambisce a diventare il social network di chi lavora e vive sotto le Due Torri.

In queste settimane di calma (e canicola) agostana – assieme ad un gruppetto di co-fondatori in cui sono presenti fra gli altri Alessandro, Gabriele, Laura, Omar e Toni – sto riflettendo sul mio contributo e sui passi da compiere per lo start-up ufficiale, la definizione del format associativo, le attività, gli obiettivi.

Intanto il processo di aggregazione continua.
Se sei interessato, ti invito ad aderire al gruppo e a partecipare a questa fase “costituente”.
L’unico requisito per iscriversi è risiedere e/o lavorare nella “Bologna Area” e, ovviamente, disporre di un account Linkedin.

Ulteriori aggiornamenti a settembre!

Link: iscrizione a BolognaIN